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Il consumo di pellet continua a crescere

Il consumo di pellet continua a crescere

Il consumo di pellet continua a crescere – L’uso di legna e pellet quale fonti di riscaldamento è sempre più radicato nella abitudini delle famiglie italiane.

Secondo una ricerca ISTAT del 2014 il 21% delle famiglie usa la legna per alimentare i propri sistemi di riscaldamento mentre il 4% fa ricorso al pellet.

il consumo di pellet continua a crescere

Il consumo di pellet continua a crescere.  – Oltre 2 milioni di famiglie hanno installato una stufa a pellet, soprattutto a integrazione del proprio impianto di riscaldamento. Il trend è in forte  crescita. Nonostante la controversa decisione di aumentare al 22% l’IVA, il pellet continua ad essere un combustibile ecologico sempre più richiesto.

La diffusione del pellet al Dettaglio e Online

Oggi il pellet viene venduto maggiormente nei negozi al dettaglio. Si sta comunque diffondendo la vendita online con un fatturato che supera ormai il 6% del totale delle vendite.Questo trend che sembra destinato a rafforzarsi molto velocemente.

Riscaldamento Ecocompatibile per l’ambiente e il risparmio

Scegliere un sistema di riscaldamento ecocompatibile, significa non solo avere una notevole sensibilità ai temi dell’ambiente e del risparmio energetico, ma anche un senso spiccato della parsimonia.
Il punto di forza delle stufe a pellet è infatti il combustibile. Come risultato si ha una resa deputata a giustificare la spesa iniziale per l’acquisto e l’installazione del prodotto. E la questione del risparmio è un tema caldo per tutti, anche per coloro che non hanno bisogno di far quadrare i conti del bilancio familiare, ma sono semplicemente attenti ad evitare lo spreco.

Il consumo di legna o pellet per il riscaldamento è molto più elevato nelle zone di montagna, dove interessa oltre il 40% delle famiglie, con le punte massime in Umbria e Trentino Alto Adige. Nel dettaglio il consumo di pellet è più diffuso nelle regioni del Nord Italia – soprattutto in Valle d’Aosta, Friuli-Venezia Giulia e Trentino. Fanno eccezione la Sardegna e l’Umbria, entrambe con un consumo più che doppio rispetto alla media nazionale.

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